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Avventismo
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Lmwbw'mwcaavventismo è un sottoinsieme di mwcqChiese e gruppi mwcgreligiosi mwcwcristiani che si rifanno ad un filone specifico del mwdamondo protestante e mwdqrestaurazionista. Ad esempio nellmwdg'mwdwEnciclopedia delle religioni in Italia, gli autori, nell'approccio al protestantesimo, hanno identificato diverse categorie, o «protestantesimi». Nel quadro di questa proposta tipologica la mweaChiesa cristiana avventista del settimo giorno si pone come esponente di spicco, ma non l'unico, all'interno del «protestantesimo avventista». Tuttavia, essa non viene riconosciuta come mweqprotestante o mwegevangelica dalla mwewFederazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Solo i mwfabattisti del settimo giorno riconoscono che essa è una Chiesa cristiana a pieno titolo.

Le caratteristiche salienti dell'avventismo, inteso in senso generico, è la mwfgfede nell'imminenza della mwfwseconda venuta di mwgaGesù Cristo e nell'mwgqAntitrinitarismo. In realtà, si potrebbe dire che ogni Chiesa cristiana sia "avventista" in quanto l'attesa del ritorno di Gesù Cristo è comune pressoché a tutte. Tuttavia, diversa è l'enfasi posta su questa dottrina e sul posizionamento temporale di questo evento. Le Chiese e i gruppi che si rifanno al paradigma avventista situano l'evento della seconda venuta di Gesù Cristo in un tempo storico futuro in qualche modo vicino, intendendo tale evento come reale e universale.

Contents

Note

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L'esperienza di William Miller

Uno dei principali esponenti delle origini dell'avventismo contemporaneo è certamente il predicatore mwiqWilliam Miller.

Durante la prima metà del XIX secolo gli mwiwStati Uniti conobbero una grande rinascita religiosa nel cui contesto si svilupparono movimenti molto diversi tra loro, come ad esempio la mwjaChiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, la principale organizzazione dei mwjqmormoni. All'interno di questo clima culturale e religioso, un mwjgfattore mwjwbattista dello mwkaStato di New York, la cui sola cultura era quella di un contadino che studiò nella scuola di campagna per soli otto anni (come la mwkqlicenza media in Italia), elaborò l'intima convinzione che le mwkgprofezie contenute nel mwkwlibro biblico di Daniele ed in particolare del capitolo 8, indicassero il prossimo mwlaritorno di Cristo per il periodo 1843-1844. William Miller cominciò a diffondere questa convinzione pubblicamente a partire dal 1831.

La diffusione del messaggio di William Miller diede origine a un grande fermento all'interno di molte confessioni protestanti americane. Dopo qualche tempo i seguaci degli insegnamenti di Miller, i milleriti, ruppero con le Chiese di origine e formarono un proprio movimento autonomo, in seguito denominatosi mwlgChiesa Cristiana Avventista. La previsione della seconda venuta di Cristo per il 22 ottobre 1844, ultima data proposta dai milleriti, non si realizzò e questo causò lo sfaldamento del movimento millerita in una miriade di chiese e di gruppi differenti tra di loro, che in effetti era tenuto unito essenzialmente dalla fiducia in Miller e nella sua dottrina, non essendovi su altri punti dottrinali un consenso generalizzato.

Da uno dei gruppi sopravvissuti alla delusione del 1844 sarebbe poi nata, nel 1863, la mwmaChiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno alle cui origini si trova il ministero mwmqprofetico di mwmgEllen G. White, nel 1925 gli mwmwAvventisti del settimo giorno del movimento di riforma, nel 1954 la Chiesa avventista del riposo sabatico, nel 1955 anche i mwnqDavidiani, la Chiesa cristiana avventista (nata in mwngSalem, nel mwnwMassachusetts, dalla fusione dell'Unione della vita e dell'avvento di mwoaGeorge Storrs con l'Associazione cristiana avventista) e poi nel 1974 la mwoqHouse of Yahweh di mwogYisrayl Hawkins. Tra i movimenti che trovarono ispirazione nella predicazione di Miller, e dalla mwowChiesa Cristiana Avventista, si ricorda il Movimento degli Studenti della Bibbia (o Studenti Biblici) di mwpaCharles Taze Russell (il fondatore degli attuali mwpqTestimoni di Geova) così come il dr mwpgWilliam S. Sadler (24 giugno 1875 – 26 aprile 1969) che è stato uno mwpwpsichiatra statunitense avventista che ha contribuito a pubblicare mwqail libro di Urantia e, infine, la Chiesa avventista del riposo sabatico.

Insabbatati o sabbatati? Osservatori del sabato?

Gli avventisti del settimo giorno si rifanno anche all'esperienza dei sabatisti intesi come "insabbatati" o "sabbatati"'. Dalla fine del dodicesimo secolo, infatti, gli oppositori dei mwravaldesi iniziarono a chiamarli "insabbatati", "sabbatati" o altri nomi simili. Nel corso dei secoli, sono state seguite due maggiori strade interpretative riguardo al significato profondo di tali nomi. Un'interpretazione, la più seguita ancora oggi anche da parte valdese considera i valdesi della mwrqChiesa evangelica valdese come un nuovo movimento religioso "eretico" i cui membri si distinguevano perché indossavano un tipo particolare di mwrgcalzatura, i "mwrwsabots" che erano degli mwsazoccoli così come usano ancora oggi indossare molti pastori montanari. Essa identifica mwsqPietro Valdo di mwsgLione come il fondatore del movimento valdese che ruppe nel mwswmedioevo con la mwtaChiesa cattolica. Secondo questa interpretazione, i valdesi adottarono questo originale tipo di mwtqcalzatura per testimoniare al popolo che erano un semplice mwtgordine religioso mwtwcattolico popolare intento alla restaurazione della semplicità del mwuaVangelo di mwuqCristo del mwugNuovo Testamento che i "mwuwpoveri di Lione" (il nome originale dei valdesi) volevano proclamare. Con i loro semplici "sabots" si distinguevano dagli altri ordini religiosi cattolici e avevano l'apparenza di genuini apostoli di Gesù. L'altra interpretazione ritiene che questi soprannomi descrivessero la fede valdese che rigettava le tradizioni non bibliche, le feste e i giorni santi designati come "sabati" istituiti dalla mwvaChiesa cattolica romana. Questa spiegazione presuppone che i valdesi non fossero un mwvqnuovo movimento religioso e che la loro presenza fosse già attestata ben prima di mwvgPietro Valdo. I loro insegnamenti erano basati sulla mwvwBibbia, la sola Bibbia. La prima volta che la parola "insabbatati" venne usata per i valdesi fu nell'mwwaeditto del 1192 contro gli "eretici", firmato dal re mwwqAlfonso II d'Aragona (1164-1196). In esso, i valdesi erano chiamati "insabbatati" e "I poveri di Lione". L'editto non spiega perché i valdesi fossero definiti "insabbatati". La fonte successiva è l'editto del 1197 contro gli "eretici" a firma del figlio del re mwwgAlfonso II d'Aragona, il re mwwwPietro II d'Aragona (1196-1213)cite-ref-1[1]. Questa volta i valdesi erano chiamati "sabbatati". Anche questo editto non dava alcuna spiegazione ne' del perché del nome, ne' del motivo dell'omissione del prefisso "in". Il fatto che nessuno dei due editti desse tali spiegazioni, indica che i termini erano noti al popolo in quel tempo. La seconda, e più plausibile, interpretazione di "insabbatati" e "sabbatati" è quella della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno e dei suoi storici, ma non dei mwyavaldesi della mwyqChiesa evangelica valdese che associano queste parole al persistente rifiuto dei valdesi di osservare le tradizioni cattoliche, comprese feste, giorni santi e "sabati". Osservatori del sabato? Nel 1618 uno storico valdese, John Perrin (1580-1648) scrisse: "I valdesi rigettano le feste romane, e osservano solamente il giorno del Sabato, per questo erano chiamati "insabbatati", perché osservavano il sabato"cite-ref-2[2]. Con poche eccezioni, i mwzgvaldesi negano oggi che gli antichi valdesi osservassero il sabato biblico. Gli avventisti del settimo giorno, dal canto loro, continuano ancora oggi a sostenere e a diffondere questa interpretazione. Una questione mai risolta. Tuttavia, l'evidenza storica indica che molti di loro osservassero il sabato biblico durante il mwzwmedioevo. L'osservanza del Sabato presso I mwaavaldesi era molto diffusa in mwaqBoemia e mwagMoravia e anche presso gli mwawunitariani della mwbaTransilvania. Il mwbqmanoscritto di un mwbginquisitore tedesco del quindicesimo secolo riportava che i mwbwvaldesi in mwcaBoemia "non celebravano le feste della vergine mwcqMaria e degli apostoli, eccetto il giorno del mwcgSignore. Non pochi celebrano il Sabato con gli mwcwebrei".cite-ref-3[3]

Note

cite-note-11. P. Gerard Damsteegt, DTh, The Ancient Waldenses: Did the Reformation Predate Luther? mwfgvedi l'articolo completo presso i Digital Commons @ Andrews University
cite-note-22. John Perrin, "History of the Ancient Christians inhabitating the valleys of the Alps", Griffith and Simon, mwggFiladelfia, mwgwPennsylvania, 1847, pag.25
cite-note-33. J. Dollinger, " Beitrage zur Sektengeschichte des Mittelalters", vol 2, Beck, mwhwMunchen 1890, pag.662)

Bibliografia

• mwiwMassimo Introvigne, P. Zoccatelli, N. Ippolito Macrina, V. Roldán, mwjaEnciclopedia delle religioni in Italia, Leumann, Elledici, 2001, pp. 123-130, 137-139, 347-352

Voci correlate
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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su avventismo

Collegamenti esterni

• mwnqhttps://atoday.org/do-adventists-believe-in-biblical-sufficiency/
• citereftreccani-itavventisti, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAlberto Pincherle, AVVENTISTI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-di-storiaavventisti, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itsabbattisti o sabbatisti, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) J. Gordon Melton, Adventist, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Avventismo, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Avventismo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.